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To You...
Date: venerdì, 18 aprile 2008
Time: 00:01
In: auguri
Non lo nascondo. Credo che l’incontro con te sia stata una delle migliori cose che mi sian capitate nell’ultimo anno, se non LA migliore. E no, non mi riferisco alle lezioni dell’anno scorso, visto che ancora non parlavamo al di là del "ciao", ma a quest’anno. Il preludio all’esame di genetica, il crearsi e il rafforzarsi di un legame mentre seguivamo fondamenti, con lo scopo (raggiunto) di passarlo.
Non solo fini accademici però: ore e ore a parlare, faccia a faccia… a sostenersi nei momenti di bisogno, durante l’attesa dei treni, tra i banchi delle aule studio. E le confessioni a cuore aperto…
così tanto tempo insieme che ci siam tirati pure addosso dei pettegolezzi a cui abbiamo reagito più o meno dicendo: “ok, tu entri a patta aperta, io camicia sbottonata!”. Certo, un po’ di fastidio ma anche risate.
Mi dispiace che negli ultimi giorni ci si sia visti poco, ma recupereremo. Vorrei poterti dare più delle mie parole, che ho deciso di gridare a gran voce per quanto ti reputo importante.
Non posso far altro che benedire il giorno in cui abbiamo cominciato a parlarci sul serio… ma ancora più importante, il giorno in cui sei nata, 21 anni or sono. Già… è il tuo compleanno!
Buon compleanno Stefania!
Ti voglio bene… e grazie per esserci.
Lore
Wrote By: madLore
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Walking Disaster
Date: giovedì, 17 aprile 2008
Time: 23:14
In: citazioni, pensieri, pensieri sparsi, riflessioni, vita, milano, odio, considerazioni, oroscopo, fuck, università , giri, serio, io
Credo che stanotte le mie gambe incroceranno loro stesse come segno di protesta e indiranno uno sciopero di qualche giorno. Per la cronaca il loro calvario è iniziato come ogni giorno, andando a prendere il pullman... tappa a fare delle fotocopie, poi in università. E fin qui niente di insolito, se non che si era deciso con mia cugina di trovarci a pranzo per fare una chiaccherata. Ne consegue che mi reco in stazione e, guarda un po', il treno che avrei dovuto prendere non c'è! Al che ispeziono il tabellone degli orari, e noto una scritta trionfante che mi schiaffeggiava per non averla notata subito "solo nei giorni festivi". Iniziamo bene!
Deriva un ritardo all'appuntamento di 15 minuti (io che ritardo... è praticamente una bestemmia!), ma ci si ritrova. Non si sa dove andare a mangiare, quindi tappa da Luini (quello dei panzerotti in centro di cui avevo parlato più di un anno fa mi sa...) e giro. Brillante idea quella di non sederci nemmeno per scherzo e continuare a camminare. Finito di parlare, saluto mia cugina, riprendo la metro, mi reco in stazione e, che palle, il treno è appena partito!
Aspetto di prendere il successivo, ma sono in ritardo per l'inizio della lezione. Non mi va di entrare, così mi apposto fuori e origlio. Capisco che è stato un bene non varcare la soglia: la lezione e la sua qualità eran due cose improponibili... gente che usciva sconvolta, passanti che commentavano il professore dopo una sola occhiata. Almeno io dalla mia posizione (contro il muro del corridoio) potevo comunicare tramite gesti. Ah, brillante cosa che non ho sottolineato, son rimasto in piedi per un'ora e passa.
Una volta usciti dall'edificio, di nuovo in stazione e poi di nuovo metro... ma no, non per tornare a casa! Già, oltre a quello con mia cugina, avevo un altro appuntamento.
Fermo restando che ho sostato sui sedili di Cadorna per una mezz'oretta buona prima di sottoporre le mie gambe all'ennesima seduta di cammino (su un'ora e mezza saremo stati seduti sì e no 20/25 minuti), ho alcune riflessioni da fare:
- ho concluso che si possono controllare alcune reazioni a un'emozione, ma in merito allo scaturire di essa c'è poco da fare. O per lo meno, io allo stato attuale non so controllarle;
- Se ne fossi capace io sarei praticamente fidanzato, invece oggi mi son ritrovato a dare una mazzata perchè, per quanto trovi la persona in questione simpatica e carina, ho smesso di provare qualcosa che andasse oltre l'amicizia, dopo un inizio che sembrava promettere "sugar, spice and everything that's nice" (se qualcuno mi ricordasse da dove deriva la citazione gliene sarei grato, non mi va di cercare con google)... anche perchè negli ultimi tempi abbastanza involontariamente stavo assumendo atteggiamenti poco piacevoli che mi facevan sentire un pezzente;
- Ciò non toglie che non ho intenzione di perderla. Forse il tempo assopirà il suo interesse nei miei confronti, forse no e non mi vorrà più vedere. Di certo però la decisione finale non spetta a me, visto che non sono io la parte che si è presa la stangata;
- ok, non ho subito sdentate, però non posso nemmeno dire di sentirmi a posto... tant'è che dopo essere arrivato alla fermata in paese (dopo un'altra sessione di metro in piedi, schiacciato per giunta) mi son fatto una camminata sotto la pioggia, come se questa potesse lavare via la sensazione di "sono uno stronzo" che ho addosso. Effetti: nessuno, però da un certo punto di vista non mi è dispiaciuto (camminare sotto la pioggia intendo).
Notare che l'oroscopo su metro riportava: avete la possibilità di smussare gli atteggiamenti arroganti che vi piace assumere ultimamente. Pensate prima di parlare e non siate egoisti in amore così la sera è buona.
Atteggiamenti arroganti no, stronzi sì, ma nessun piacere legato ad essi. Smussati? Sì, no, boh! Pensate prima di parlare come sempre, pure troppo... egoisti in amore? Non credo di esserlo stato, ma mi sento comunque uno schifo e ne consegue una serata sugli stessi livelli!
Vista la mia fortuna dovrei farmi avvelenare, piazzarmi in una teca e aspettare il bacio del vero amore. Ma visto che la prospettiva di rimanere fossilizzato per decine di anni o per un tempo infinito non mi alletta, sarei grato se nessuno considerasse seriamente questa mia idea.
Sigh.
Wrote By: madLore
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Kids
Date: domenica, 06 aprile 2008
Time: 02:16
In: pensieri, pensieri sparsi, riflessioni, vita, milano, odio, considerazioni, giri, serio, week-end, attualità e politica
Credo di aver rivalutato l'immagine dei bambini in piazza che giocano rincorrendosi e parlare ad alto volume. Intendiamoci, non l'ho mai inteso come un brutto spettacolo, però nei momenti in cui vuoi startene in santa pace non sono esattamente il massimo. Se sono arrivato a riconsiderare positivamente questo scenario, lo devo a ciò che è apparso sotto i miei occhi oggi.
Bambini. Bambini che camminavano in fila a passi lunghi e ben distesi, in gruppo o in fila. Tutti con dei palloncini azzurri, un cappellino del medesimo colore, alcuni con una bandiera. Niente di strano... se non fosse che quei palloncini, quei cappellini e quella bandiera recavano il simbolo Pdl.
Non bastano giovani e adulti che tentano di rifilarti volantini e programmi elettorali. Facciamo che pure ragazzini di pochi anni vadano in giro facendo dell'ottima propaganda, magari nemmeno tanto volontaria.
La scena mi ha disgustato. E non è il fatto che portassero in giro il simbolo Pdl a infastidirmi. Non solo quello, almeno. Trovo particolarmente rivoltante il coinvolgimento di infanti per scopi politici.
D'accordissimo sull'impartire un'educazione, trasmettere dei valori, far credere in ideali sacrosanti e universali e insegnare l'importanza della politica (cosa che in Italia è più una presa per il culo che altro, ma si spera che quando questi avranno diritto di voto la situazione non sia così grottesca)... ma penso che la politica dovrebbe essere lasciata fuori dalla loro vita fino a quando non saranno abbastanza grandi da comprendere, valutare e decidere da soli.
Pura utopia, lo so. Perchè richiederebbe il buonsenso dei genitori. E a tanti, troppi, questo manca.
Wrote By: madLore
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Reimaginated Scene di vita vissuta
Date: giovedì, 03 aprile 2008
Time: 14:50
In: pensieri, pensieri sparsi, riflessioni, vita, milano, odio, follia, fuck, giri, serio, io
Diverso scenario, diverso companion, diversa ora del giorno... pressochè identica situazione.
Milano, parco Sempione. Dopo aver pranzato lì per variare rispetto al solito ambiente, io e un mio amico ci dirigiamo verso l'uscita nei pressi del castello. A un certo punto, vediamo davanti a noi un ragazzetto in bici, che appena si accorge della nostra presenza, senza smontare di sella, si dirige verso di noi.
Sento puzza di deja-vù. Solo molto vivido.
"Avete una cartina?" chiede in un italiano poco autoctono.
"No" Alè, sì ricomincia!
"Vi vendo il fumo!"
"Ma anche no, grazie!"
E andiamo via... per qualche secondo ci affianca in bici, emanando pure un certo odore di spazzatura ^^' dopo di che, capita l'antinfona, ci lascia perdere.
Certo, rispetto a quello di 5 giorni fa questo ha tentato l'approccio della cartina... ma doveva fermarsi lì! E invece anche questo che prova a insistere. Devo cominciare ad andare in giro col cartello che se ho la faccia sbattuta è per la stanchezza e non perchè son strafatto? ^^' Mah...
Wrote By: madLore
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Scene di vita vissuta
Date: sabato, 29 marzo 2008
Time: 02:07
In: pensieri, pensieri sparsi, riflessioni, vita, considerazioni, serietà , attualità e politica
Io e un mio amico. Arriviamo al parcheggio di un centro commerciale poco prima delle 23. Scendiamo. Ci affianca un ragazzetto, massimo 17 anni. Si pensa che voglia scroccare una sigaretta o un accendino...
"Per caso volete una dose di bianca?"
Vabbè... che gli dobbiamo dire... "no"
"Un po' di fumo?"
Ah ma sei pure insistente! "No grazie"
"E..."
"No!"
Ma che cazzo! XD Ok che se sono insospettabili è meglio, ma la tentazione di prenderlo e farlo penzolare dalla balconata non era così lontana... andiamo, pressochè minorenne! Davvero un bel futuro! Che poi ragazzo, se proprio devi spacciare usa un po' di occhio...
Piccola nota: ho aggiunto il link alla mia pagina su last.fm nella sezione "This is me". E sì, mi faccio pubblicità.
Wrote By: madLore
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Limit
Date: martedì, 25 marzo 2008
Time: 01:27
In: pensieri, pensieri sparsi, riflessioni, vita, odio, considerazioni, follia, fuck, serio, io
Se c'è una cosa che odio sono certi limiti. Non quelli che esistono per la convivenza civile (che poi volendo son pure facili da infrangere), ma quelli che alla fine hanno solo risultati poco piacevoli, che alla lunga possono diventare dannosi.
A volte quando ci si lamenta di essi, si sente come risposta "devi imparare a conviverci". Sarò capriccioso e poco realista, ma no, col cavolo che voglio farlo. Li ho, ok. Son parte del carattere, e ok. Ciò che non accetto in assoluto però, è non averne il controllo.
Prendiamo per esempio quello su cui non sono mai riuscito a intervenire. Se ho a che fare con una persona che ha un carattere forte, ci sono grandissime possibilità che io per un tempo più o meno variabile mi senta a disagio (con varie conseguenze) e mi inibisca, a volte arrivando all'accondiscendenza. Fino a quando si tratta di gente con cui ho a che fare 5 minuti nella vita ok, non me ne importa poi tanto. Ma se son persone che vorrei conoscere meglio, mi trovo con le gambe segate, proprio perchè ho difficoltà a interagirci. E se non riescono (o non vogliono) trovare una breccia in questa corazza, può essere che la mantenga a tempo indeterminato (cosa successa alle superiori). La cosa divertente, o meglio, quella per cui darei le testate al muro da mattina a sera, è che più sono interessato, più l'effetto si manifesta.
Sempre saputo ovviamente, ma non ci ho mai prestato cura fino a quando non mi son trovato a "cambiare" modo di pormi nei confronti di qualcuno così, da un giorno all'altro. Se c'è una cosa che odio è sentirmi in quel modo, goffo e stupido... perchè so di non esserlo, so bene che ho qualcosa da offrire agli altri. E' come quando il sistema immunitario comincia ad attaccare l'organismo: la difesa che dichiara guerra a chi dovrebbe proteggere. Lasciam perdere che poi questa mi lasci sguarnito nelle situazioni in cui ne avrei più bisogno (si parla sempre in senso metaforico, ovviamente)... che lì altro che tasti dolenti.
Obiettivo per i prossimi mesi: intervenire su questo insano pattern personalità X --> muro difensivo deleterio.
Apprezzerei volentieri qualsiasi condivisione, dal suggerimento all'aneddoto in tema: esperienze da velo pietoso, modi per intervenire, numero di bottiglie d'alcool per abbatterlo una volta per tutte (se funziona XD)... o anche altre storie su dei propri limiti che non si sopportano. Insomma, tutto fa brodo! E sì, Fra... sappi che aspetto in particolar modo te al varco (fa sempre piacere leggere le tue opinioni!). Se poi qualcun altro (Falcon! Pan! Muggio! Altri che leggono saltuariamente!) vuole dire la sua, ben venga!
Wrote By: madLore
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Just Talking
Date: sabato, 15 marzo 2008
Time: 02:11
In: pensieri, pensieri sparsi, considerazioni, ritorno, serio, io , attualità e politica
A dire il vero quando mi proposero l'uscita di stasera provai la stessa gioia di un bambino quando gli viene detto che Babbo Natale non esiste... principalmente perchè memore delle precedenti uscite di questo tipo e l'effetto che sortivano su di me: seduto, amaraggiato, un po' triste, che parla con una o due persone al massimo.
Di cosa parlo?
No, non di una serata con sconosciuti, ma di un ritrovo con dei miei ex compagni di classe. Generalmente non mi ci son mai ritrovato nei discorsi, e finiva che mi facevo piccolo piccolo, nel mio angolino. Beh, sarà che non li vedevo da un po', ma oggi è andata bene. Ok, non ho parlato che mi stan simpatici quanto una scartavetrata sulle gengive li ho salutati giusto per questione di convivenza civile... ma ho interagito in modo abbastanza vivo, più o meno come faccio coi miei compagni di università ora.
Il locale aveva musica alta, ma poco importava: avevo di fronte a me i due con cui ho legato di più nel corso del triennio itis, di lato un altro con cui mi son trovato bene nonostante certe divergenze su certi argomenti (ma con cui ho sempre amato confrontarmi) e infine, dall'altro, la mia antitesi. Ecco, in realtà con quest'ultimo non ho interagito affatto... ma lui era più concentrato sulla parte destra del tavolo.
Noi 4 abbiamo cominciato parlando di politica, di idee, punti di vista... e abbiamo proseguito così per quasi tutto il tempo. Ammetto che era da un po' che non mi sfogavo su questi aspetti, e probabilmente gli altri se ne saranno accorti dal fervore con cui parlavo. Peccato il tempo limitato... non ho detto nemmeno tutto ciò che avrei voluto esprimere.
Insomma, se una settimana fa avrei finito col sentirmi così avrei riso loro in faccia. E invece...
Piccola considerazione sviluppata tra un sorso di Bacardi breezer e l'altro:
rimango dell'idea che la libertà e lo stimolo alla possibilità di pensare dovrebbero essere considerati valori fondamentali e difesi in quanto tale. Peccato che in tanti, nonostante fingano di sostenerli, sembrino pensare alla negazione di essa come a una panacea (per loro), a qualcosa che fa comodo (sempre a loro)... e faccian di tutto perchè le cose si muovano in quella direzione. Vergognoso.
PS Ci sarebbe anche un pensierino sul rispetto nei confronti degli altri derivante dal ruolo che si ricopre, ma ve lo risparmio (o ve lo conservo per una prossima volta, chissà!).
Wrote By: madLore
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Choking
Date: lunedì, 18 febbraio 2008
Time: 23:46
In: a
How could I ever love another, when I miss you every day...
In subbuglio. Testa. Cuore. Interiora. La mancanza d’equilibrio è invisibile ai più, eppure esiste. Provare ogni singola ora, ogni minuto a non portarla alla mente, senza successo. I sogni cambiano e un elemento ricorre, costante, indipendentemente dal letto in cui si riposa e da ciò che si è fatto prima. Ricomincia il flusso sconclusionato dei pensieri, ad ogni risveglio.
Non riuscire a fissare nessuna informazione, più o meno grande, più o meno importante. I sentimenti che fino a qualche tempo prima davano la carica occupano qualsiasi spazio. I polmoni si stringono e manca il respiro quando l’immagine riaffiora in superficie, riflettendo se stessa nel profondo.
Com’è che non si riesce lasciare andare ciò che è stato?
Riavere il controllo, l’unico desiderio. Negato. E’ il passato, eppure il ricordo è ancora così vivido, presente, pesante. Si tenta di combatterlo per non lasciarsi sopraffare ulteriormente, per non accasciarsi al suolo incapaci di rialzarsi. Una dura battaglia, e la pace riecheggia ancora lontana.
Tremare per ragioni diverse dal freddo, scaldare il proprio corpo sperando che almeno quell’azione abbia effetto là dove la ragione non ha potere, abbracciare qualsiasi alternativa di svago capiti sotto tiro.
Tutto questo in una persona, in un giorno che ripete a oltranza se stesso.
La fine? Sconosciuta. Come chiudere qualcosa quando ciò che è stato concesso di conclusivo non aveva niente? Non dare un limite temporale è diverso dallo scrivere “fine”.
Non riuscire scriverla a propria volta, perché si pensa che ciò che si vorrebbe potrebbe essere diverso da ciò di cui si ha bisogno, senza sapere quale delle due cose è il desiderio e quale la necessità. Ottenere qualche spiegazione, forse, sarebbe un inizio.
Lost in the darkness
Hoping for a sign
Instead there's only silence
Can't you hear my screams?
Never stop hoping
Need to know where you are
But one thing's for sure
You're always in my heart
I'll find you somewhere
I'll keep on trying
Until my dying day
I just need to know
Whatever has happened
The truth will free my soul
Lyrics:
Bif Naked - Lucky
Within Temptation - Somewhere
Wrote By: madLore
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Regenerated
Date: domenica, 17 febbraio 2008
Time: 22:35
In:
Ta-dan!
Nuovo template. Cioè, no. Il template è sempre quello, seppur colorato diversamente. Ciò che cambia è l'immagine... dopo 14 mesi di staticità, direi che era necessario. Ringrazio tantissimo per le modifiche al tema Pan, che si è offerto di applicare qualche effetto all'immagine scelta, nonchè ritagliata, da me (tratta da Doctor Who per chi fosse interessato XD).
Dovrebbe (condizionale d'obbligo) seguire un post...non so ancora di che natura :D
PS: non so dove segnalarlo quindi lo scrivo qui... ho risposto ai vostri commenti nei due post precedenti.
Wrote By: madLore
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Una cosa seria
Date: lunedì, 11 febbraio 2008
Time: 02:41
In: citazioni, pensieri, pensieri sparsi, riflessioni, vita, storia, considerazioni, tempo, università , serio, serietà , notti insonni, io
3 parole che ricorrono spesso associate l’una all’altra. La prima volta che ci feci caso fu l’anno scorso, in università. Con queste parole, una mia compagna commentava la storia di un’altra ragazza: “oh, ma allora è una cosa seria!”. Trovai il tono in cui lo pronunciò divertente e non prestai poi tanta attenzione al significato.
Capitò tempo dopo, che la usai associandola a un nome. Fu solo un incontro, però ero abbastanza convinto che poteva esserci qualcosa di buono. Inutile dire che non ci fu seguito alcuno. Eppure il commento rimase impresso, un po’ perché uscì dalla penna (e quindi era roba di mio pugno) in modo spontaneo. Un po’ perché era quello che volevo. Una storia. Non ottenerla, mi fece andare in odio la locuzione.
Tempo qualche settimana ancora, la sentii usare da un altro tizio. “Aridaje!” fu più o meno il mio pensiero.
Ma cos’è questa storia seria tanto decantata in giro?
Se mi si chiedesse se ne ho mai avuta una, direi di no. Ho avuto alcune storie, tutte di durata esigua, che distinguo dai semplici incontri in quanto c’era, oltre all’approccio fisico, del sentimento abbastanza forte; un punto in cui ho cominciato a credere che le cose potessero funzionare (forse queste due caratteristiche valevano anche per la controparte di turno, ma non mi è mai stato dato di saperlo con certezza, e per come sono andate le conclusioni, la reciprocità non è una cosa che considero); ultimo elemento, una vita “a due” che andava oltre il letto.
Ma la serietà?
Su quali basi si calcola? E’ questo che ancora non mi riesce di capire… provo a immaginare, e mi viene in mente prendere l’impegno di far funzionare le cose a tutti i costi, senza tirarsi indietro alle prime difficoltà; bruciare ancora di passione quando le proprie pelli (bruttissimo termine, ma concedetemelo, son stanco e rintronato) si sfiorano, senza diventare schiavi dell’abitudine; pensare a un “noi due” come coppia e non vedere il proprio interesse come una costola di se stessi, che tra l’altro farebbe molto bambino egoista (“I don’t wanna be your other half, I believe that one and one make two” – Santa Alanis). Ovviamente queste cose han senso se e fino a quando si è in due a volerle, visto che la coppia è composta da due persone. E no, le parole non bastano: le promesse hanno valore se trovano un riscontro nelle azioni, altrimenti sono un mucchio di boiate messe in fila, ergo inutili, se non addirittura dannose.
Queste son le mie ultime considerazioni prima del prossimo post, che devo ancora decidere quale sarà. Ne ho scritti un po’, devo solo fare una scelta. E ora, riprovo ad addormentarmi.
Wrote By: madLore
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